Il Drago Muore – Aruta Edoardo

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Il Drago Muore – Aruta Edoardo
Il Drago Muore – Aruta Edoardo

Il Drago Muore – Aruta Edoardo

2011 170x140x40cm guaina bituminosa su rete metallica, bitume, foglia d’oro, manichino

Il drago muore è il prodotto di una lotta, è un oggetto sospeso tra la sua propria natura di trofeo e di fardello, è un feticcio, un’icona, è composto da bitume e oro falso non ha niente che si avvicini ad un oggetto prezioso. Questo “oggetto-trofeo” è un insieme di tante identiche scaglie volte a creare una forma che aspira alla simmetria, è una geometria non geometrica, una forma non forma: è una quasi scultura. Il drago muore appare un’icona solo perché il mito è così trasmesso, una scultura solo perché lo decidono gli altri, infine appare prezioso solo quando lo percepiscono gli occhi all’apparenza; ma il gioco delle ambiguità e ambivalenze di senso è percepito solo se chi osserva sa andare oltre il visibile.

Il drago muore nasce da una ricerca sul culto di San Giorgio il quale era uno dei tanti nella sua umanità ma uno dei pochi nel suo essere visionario: egli si confronta con il mostro trasformando la sua propria lotta in un mezzo finalizzato a cambiare le sorti collettive.

Il drago muore | The Dragon Dies 2011 170x140x40cm bituminous membrane sheet on wire mesh, gold leaf, bitumen, dressmaker’s dummy

The Il drago muore is a collection of objects, a series of fetishes, of trophies, they are made by bitumen and fake golden leaf, they have nothing that is close to a precious objects. This collected “objects-trophies” are composed by many identical scales all created to give symmetry. It is a geometry not geometric, its shapes is a non shapes: they are almost a sculptures.
The Il drago muore appears as an icon only because his myth has been in this way tra- smitted, and consequently a sculpture because people decide to consider it so. Even so, it can be perceived as a precious object only when the glittering golden surface sti- molate the observer eye overpassing the real substance. The game of ambiguity and ambivalence of sense can occur in the observer only in the case his imagination is able to go ahead the vision; otherwise, without this capability of seeing the “oeuvre” he loses his possibility to go beyond so becoming a visionary as an hero.